giovedì, 13 marzo 2008 ore 22:50
Mi sembra doveroso informarvi del fatto che qualcuno è arrivato al mio blog cercando su google "poche cose mi emozionano quanto un tuo sorriso".
Poteva anche fermarsi.
giovedì, 13 marzo 2008 ore 19:49
Mi ero disabituata a stare male, forse è questo il problema. Ma male sul serio. E per di più sembra che proprio nel momento peggiore, nessuno sia vittima di turbamenti, ansie o disperazioni: tutti solidi, accoppiati e felici. E io invece penso che tutta questa felicità sia altamente improbabile. Penso che dietro ogni forma solida ci sia una fondamenta traballante, solo ci hanno abituati a non vederla, o a non farci caso. O ancora peggio a considerarla "normale". E' terribile.
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giovedì, 13 marzo 2008 ore 17:46
Il mio intimo essere è crollato, e non so quando avrò la forza di rimetterlo in piedi. Per il momento mi pervate il senso di disperazione dell'incertezza.
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mercoledì, 12 marzo 2008 ore 12:15
Io davvero non me lo so spiegare come sia possibile che tanta gente non riesca a guardare le cose senza la vista offuscata da preconcetti, convinzioni e calcoli matematici. Non è obiettivamente possibile sapere come si svilupperanno le notre vite senza averle vissute tutte, e questo nonostante tutti gli elementi che si possano avere in proposito. E' presunzione e pessimismo. Non si può decidere di tirarsi fuori dalle situazioni solo perchè potrebbero far male, è solo codardia: se si teme che una cosa possa andar male, si lotta in vece di abbandonare il campo, altrimenti, è scarso interesse.
Ho capito che tutte le cose che accadono hanno un senso, tranne il comportamento di certe persone, che mi rimane assolutamente inspiegabile.
Ho capito che musica e magia vanno in giro tenendosi la mano, che la notte abbraccia e nasconde, che l'animo conserva per sempre ed il cuore può solo illuminare l'infinito della vita.
I fantasmi esistono e tengono compagnia, l'ansia non ha senso di esistere anche se la proviamo e forse questa consapevolezza può far si che ci lasci in pace.
Io era tanto che non provavo ansia, ma dal momento che ho scoperto, dopo anni in cui sono stata convinta di essere IO la persona inaffidabile pur nella mia completa innocenza, di essere l'unica persona al mondo su cui poter contare nonostante persone dichiaratamente ed evidentemente stabili ed abitudinarie circondino la mia vita beh, credo che la mia momentanea ansia sia ben giustificata.
Aggiungerei, che tutto, letto sui libri, sembra più semplice, e anche che non posso più sopportare chi non vede la poesia e si attacca ai piccoli particolari materiali incasellandoli in schede, tabelle e appunti.
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venerdì, 07 marzo 2008 ore 20:16
I cambi di stagione sono impegnativi dal punto di vista energetico. Servono tante energie perchè, come il mondo, anche noi dobbiamo affrontare il cambiamento. E io sento così tante cose che si muovono da averne paura, e vedo e leggo così tanti segnali da esserne impressionata: come un animale nel bosco cerco di aprire i sensi, ed il mondo spirituale a premio della mia volontà mi mostra le cose come sono, se giuste o sbagliate, e mi fa luce sulla strada che ogni tanto smarrisco. E' bellissimo assaporare il profumo in movimento della primavera: tutto questo mi fa sentire come la natura che pigra, tarda a svegliarsi perchè deve raccogliere le forze prima di esplodere in Vita.
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giovedì, 06 marzo 2008 ore 10:01
Non che abbia poche cose da scrivere, ma piuttosto la primavera (o forse farei meglio a chiamarlo "il cambio di stagione" mi sta letteralmente uccidendo. Chiaramente sopporterei la cosa molto meglio, se non avessi da fare tutte le cose che ho. "Mi trascino" è la descrizione che più rende l'idea. Ma. Ma sento che qualcosa si sta muovendo, sento che riprende a circolare un'energia che smuove dal profondo. Farò cose che mi piacciono e mi emozionano, che sono arrivate proprio ora che ne ho bisogno. Riprenderò la mia musica. Chissà.
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mercoledì, 20 febbraio 2008 ore 15:39
Sono ripassata dai posti che ospitarono i nostri pensieri non più tardi di pochi anni fa. Sono passati tanti passi su quei percorsi, tante persone hanno seduto a quei tavoli e visto quello che abbiamo visto noi. Ma il senso ancora c'era, intatto e conservato dal tempo esattamente così. Ho sospirato, e volevo mandarti la foto di quei posti, poi ho pensato che, forse, ancora il tuo sguardo li conservava così come li stavo vedendo io. Mi rifugio nel creare, se il pensare me lo permette.
giovedì, 14 febbraio 2008 ore 00:07
Bene, penso sia giunto il momento di chiarire definitivamente le idee a voi - pochi ma affezionati - di quale sia l'identità di ko, e - magari - di farvi sapere perchè compare così spesso nei miei pensieri.
Innanzitutto, Ko e nerolapis sono la stessa persona, quindi in un certo senso, attraverso qualche manciata di pensieri sparsi come i piumini di un fiore di tarassaco al vento, avete avuto modo di conoscerlo. Poi insomma, Ko è un sacco di altre cose, che vi spiegherò e forse capirete.
In un certo senso Ko è un angelo, conosciuto tra le fitte trame della grande ragnatela telematica durante interminabili - ma sempre troppo brevi - notti di pensieri, sorrisi - prima - e pianti disperati - poi -, alcuni anni or sono.
In tutte quelle notti si è scavato un posto che sarà sempre e solo suo dentro di me, e del mio mondo.
E' anche una persona che ho fatto soffrire, e che (se non altro per il rispetto infinito che gli porto) non dovrei nemmeno permettermi di citare, ma il bisogno dei suoi pensieri a volte si fa tremendo, e le mie mani corrono subito alla tastiera, e la tastiera si trasforma in un calamaio pieno di inchiostro su cui danzano tremanti i miei polpastrelli.
Che è una persona capace di vedere la poesia attraverso i suoi occhi, l'avrete capito.
E' anche un'anima che temo si stia un po' perdendo, mi pareva, dal tono della voce e dei pensieri più recenti...ma spero che questo non accada - e nel caso: spero di poter trovare le parole per illuminare la sua via, così che la possa imboccare.
Questo ed un sacco di altre cose è Ko.
(mi sono permessa di parlare un po' del tuo alter ego, nerolapis, spero di averlo fatto nel modo meno fastidioso possibile. Ammesso che sentirsi descrivere da persone estranee a se stessi possa essere esente da fastidio).
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martedì, 12 febbraio 2008 ore 22:48
Oh a me dispiace se a volte sono arrogante, ma proprio non sopporto di entrare in casa dopo giorni di lavoro fuori e, ancora con le valigie in mano, sentirmi dire "vieni qui subito che devi aiutarmi a.." da qualche famigliare che non tiene conto di quello che faccio quando non sono a casa. Che non avendomi nel suo raggio visivo, nel suo inconscio da' per scontato che io sia in vacanza, quando invece cerco disperatamente di districarmi tra lavoro e cose da studiare. E stress, perchè non ho il tempo da dedicare alle cose che mi piacciono tanto e di cui sento il bisogno. Perchè non chiedere ad altri famigliari, che hanno tanto più tempo di me? Devo fingermi analfabeta ed inetta al più presto, così al massimo quello che la gente può cercare da me è un sorriso ebete. Ho bisogno di riposarmi da sola. Sto diventando disperatamente intollerante nei confronti delle persone diverse da me. Cioè, nei confronti di tutti quelli che non sono me. E di me ce n'è una sola. Vi prego, lasciatemi in pace, solo un po'. Non so fare, qualsiasi cosa vogliate fare, non chiedete a me. Non-so-fare.
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sabato, 09 febbraio 2008 ore 21:28
1) Ho notato con una punta d'orgoglio come nessuno abbia il coraggio di commentare Ko.
2) Ho notato come molte cose possano migliorare nella vita di ogni persona con una buona gestione della propria volontà. In fondo una giornata può anche prendere una bella piega per essere riusciti a gestire bene il proprio tempo ed il proprio lavoro.
3) Nel vino buono c'è Poesia. Poco importa la compagnia. Ci sono i cosiddetti "vini da meditazione", che sono talmente buoni che qualsiasi cibo sarebbe superfluo e fastidioso. Se li si beve da soli, davanti ad un camino acceso, ci si accorge che pian piano, MEDITANDO, i pensieri cominciano a scorrere. Generalmente è a metà bottiglia.