martedì, 28 febbraio 2006 ore 19:39

...se tentassi e fallissi,non so come sarebbe il resto dela mia vita: di conseguenza è meglio vivere pensando ad un sogno piuttosto che affrontare l'eventualità di vederlo fallire.

                                                                                                                  P.Coelho "lo Zahir"

 

 

"Si,ho tutto ciò che una donna può desiderare."

"E cosa c'è che non va nella tua vita?"

"Forse proprio questo.Ho tutto,ma sono infelice.E non sono l'unica.Nel corso di questi anni,ho frequentato o intervistato persone di ogni tipo: ricche,povere,potenti,rassegnate.In ogni sguardo che ha incrociato il mio,ho letto un'amarezza infinita.Una tristezza che non sempre veniva accettata,ma che c'era,indipendentemente da ciò che quegli individui dicevano.[...]Se insisto,alla fine scoprono sempre che c'è  qualcosa che manca.Il proprietario di un'impresa non ha ancora concluso l'affare dei suoi sogni; la casalinga vorrebbe avere più indipendenza o più denaro; il giovane innamorato teme di perdere la ragazza; le persone appena laureate si domandano se abbiano deciso personalmente quella carriera,oppure qualcuno l'abbia scelta per loro; il dentista avrebbe voluto essere un cantante,il cantante avrebbe voluto diventare un politico,il politico avrebbe voluto fare lo scrittore,lo scrittore avrebbe voluto essere un contadino.E anche quando incontro qualcuno che sta facendo ciò che ha scelto, quell'individuo ha l'anima tormentata.Non ha ancora trovato la pace.A proposito: tu sei felice?

"No.Anche se ho la donna che amo, la carriera che ho sempre sognato.La libertà che tutti gli amici mi invidiano. I viaggi, gli onori,i riconoscimenti.Tuttavia c'è qualcosa..."

"Che cosa?"

"Penso che,se ci si ferma,la vita perde il suo significato."

"Non puoi rilassarti,guardare Parigi,tenermi la mano e dire: 'Ho ottenuto tutto ciò che volevo,adesso godiamoci la vita che ci resta da vivere.'"

"Posso guardare Parigi e tenerti la mano, ma non sono in grado di pronunciare queste parole."

[...]

"Scrivendo sul Cammino di Santiago,anche tu sei giunto a questa conclusione,non è vero? Prima pensavi che un gruppo di eletti conoscesse il significato dei simboli magici. Oggi sei in grado di affermare che questo significato lo conosciamo tutti,sebbene sia stato dimenticato."

"Conoscerlo non aggiunge niente:gli uomini si impegnano tremendamente per non ricordarsene,per non accettare l'immenso potenziale magico che possiedono.perchè ciò romperebbe l'equilibrio dei loro universi ben organizzati."

"Comunque,tutti hanno quelle capacità,non è così?"

"Infatti,ma gli manca il coraggio per seguire i sogni e i segnali.Non sarà forse da qui che proviene questa tristezza?"

 

 

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venerdì, 24 febbraio 2006 ore 13:17

Ci sono persone che sono fatte di poesia.

Piove da ore,giorni ormai e io mi sento immersa in un torpore grigio-topo come il tempo che mi inghiotte.Ho comprato un paio di scarpe rosse,con i fiori ed un fiocchetto,molto anni 50 (come del resto i vestiti che amo) per sfuggire a tutto questo sonno tedioso,chissà che non mi aiutino a prendere la rincorsa verso la vita,la chiarezza e la lucidità.

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giovedì, 23 febbraio 2006 ore 19:00
Certo che a volte la vita è strana.O magari son strana io.Guardo indietro e non capisco,mi mancano dei tasselli,come se il mio corpo avesse vissuto da solo,mentre la mente era in stand by.Forse sono cresciuta,e ora sono sufficientemente matura da capire cos'ho fatto di bene e cosa di male,ma che senso ha se lo si capisce tardi?La maturità presunta mi porta anche a sentirmi in DOVERE di riparare ai torti fatti,alle cose sbagliate e a tutto il resto.E poi,a capire che ci sono tante cose amare da mandar giù.In silenzio,senza protestare.Bocconi di fiele che si aggrappano come carta vetrata alle pareti della gola,facendo di tutto per non scendere..e tu SAI che devi ingoiarli.
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mercoledì, 22 febbraio 2006 ore 21:55

La sera,qui davanti a scrivere,voglio che sia come di sera,in una casa che sento completamente mia,di fronte al camino a chiacchierare davanti ad un buon bicchiere di vino.Avvolta in un maglione mobido,sprofondata nella mia poltrona a dondolo..un bel libro vicino,la luce soffusa del fuoco e un gatto accoccolato in un angolo,che sembra quasi non ci sia ma veglia silenzioso su di me.Ho bisogno di appoggiare un po' la mia stanchezza da qualche parte,ho bisogno che qualcuno me la raccolga,almeno per un po'.

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mercoledì, 22 febbraio 2006 ore 12:32

Sono sempre andata in giro senza occhiali e non so il perchè,dato che non vedo affatto bene da parecchio tempo.per questo non noto.Forse perchè in realtà non mi è mai interessato molto vedercei bene,o forse perchè sono nata in un posto dove la nebbia è la rassicurante compagna di ogni benedetto giorno dell'anno,e per questo mi sono voluta sempre portare dietro un po' di casa.Dopo tutto la nebbia è morbida,avvolge le cose in un morbido abbraccio di zucchero filato.Non penso di non aver mai messo gli occhiali soltanto perchè ero convinta mi stessero male,ho degli splendidi occhiali,e anche io non sono affatto male.

BENE

D'ora in poi,ho deciso di vedere.TUTTO.

Voglio tuffarmi nel mondo, voglio fare una doccia di emozioni,toccare,leccare voluttuosamente e mordere tutto quello che mi piace.E calpestare il resto,ma SEMPRE SAPENDO CHE C'E'.Voglio vedere anche quell'enorme mondo invisibile che sempre ci accompagna e spesso lancia segnali che restano li,incodificati da tutta la gente che,come me,aveva scelto di non vedere.Voglio sentire,collaborare con questa risorsa preziosa,eco di quel mondo ancestrale a cui apparteniamo,e che troppe volte abbiamo ingiustamente ripudiato.L'animale e la spiritualità,le due parti più potenti e scomode di noi esseri umani.le voglio vivere.E poi voglio POESIA,molta poesia,e non certo nel senso di Catullo,leopardi o di tutti gli altri che hanno provato a darle una forma..voglio la poesia vera,quella che sta nel fiore che nasce, nei prati sconfinati dell'Irlanda, costellati di mucche..negli occhi di un cane che mentre passeggi in campagna ti guarda e decide di proseguire con te.la poesia della gentilezza,delle buone maniere,dei boshi e della morte.E della vita,ovviamente.La poesia di una donna vestita da donna,come negli anni 50.

QUESTO,è quello che ora VOGLIO nella mia vita.

 

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