In questi giorni ho avuto tante cose degne di essere scritte, ma come sempre le cose degne di essere scritte vengono sempre quando sono MOLTO lontana da un pc e da qualsiasi altra cosa che ci assomigli. Sembra quasi che le idee ed i pensieri abbiano paura dello schermo e dell'esercito di tasti assetati di belle parole, che si sentano minacciati dall'essere inchiodati qui, dove per un attimo il flusso del loro scorrere può rimanere immobile ed essere fotografato in un'immagine qualsiasi. Un pugno di parole, una manciata di lettere ed ecco che il pensiero perde il suo senso e si stacca dal suo intimo essere che è la sensazione del momento stesso in cui viene concepito; un'attimo è puro sentimento, respiro, profumo, visione; l'attimo successivo è un pugno di disegnini neri su un fondo bianco che sembra sempre troppo grande. A volte non vedo altro che il mio mondo di sensazioni, e questo mi preoccupa. A volte (spesso) metto da parte tutti i doveri per occuparmi di un volatile che il mio gatto porta in casa, perchè sono convinta che una vita si meriti questo, soprattutto la vita così tremendamente e minuscolamente pura di un passerotto. Passo ore a suonare, dipingere, verniciare, cucire, cucinare perchè ne sento il bisogno, e penso che qualsiasi forma di arte elevi lo spirito e illumini l'anima. Non riesco ad astenermi dal dire sempre quello che penso quando mi viene richiesto un parere, e sono profondamente incompatibile con la diplomazia. Per questo spesso preferisco tacere. Sono assolutamente sorda nei confronti delle mode: mi piacciono da morire i vestiti, le borse e le scarpe ma compro e indosso sempre e solo quelle che IO ritengo belle. Mi piace leggere, stare in casa, e in mezzo al bosco a raccoglierne i frutti. Come sono capitata qui?