Sono arrabbiata e scocciata, quasi una macchina da guerra se non fosse per questa enorme stanchezza che mi costringe un pochino alla pace. Le cose di questi giorni sono troppe e io sto cominciando ad avere sempre meno tempo per sistemarle, per cui si ammassano in ordine casuale e diventano come uno di quei puzzles di mordillo, con tutti i personaggini minuscoli e incasinati. O se fa più figa la citazione colta, come uno di quei puzzles con i dipinti di Escher in bianco e nero con quelle specie di uccelli tutti quasi uguali, diversi quel tanto che basta per rendere i pezzi maledettamente SIMILI.. ecco, la mia vita di questi giorni è una scatola piena di pezzettini confusi che urlano, supplicano un ordine per riprendersi la posizione che gli spetta all'interno del tutto, nella quale possono - finalmente - avere un senso e servire a qualcosa. Io ci provo quotidianamente a tenere le cose in un certo equilibrio, e quotidianamente lotto per l'armonia delle cose e delle persone che mi circondano perchè ho capito che la tranquillità è quanto di più riposante ci possa essere nella vita. Peccato che anche chi sventola con fare trionfante la bandiera della serenità il più delle volte paia volere il contrario, o per lo meno pare intendere la tranquillità solo come la condizione in cui tutti fanno quello che tu vuoi, vorresti o ti aspetti da loro. Saonorà forse perchè tranquillità è una parola semplice e rilassante, che chi ne (stra)parla pensa anche che sia semplice raggiungerla. E invece servno denti e coltelli, e un cuore saldo.
Sono contenta per gli altri nella misura in cui la loro felicità non entra in contrasto con la mia.













