sabato, 31 marzo 2007 ore 17:58
Ma quante volte ci si innamora nella vita? quante volte si muore e rinasce negli occhi di qualche essere che in quel momento ha perso per un secondo la sua strada? Quanti amori che vivono quanto una farfalla o poco più, che hanno il solo spazio della mente per respirare.. e poi si torna alla vita di ogni giorno? Per non parlare dei fiori poi.. come ci si puà staccare dal profumo delle prime viole, da un immenso albero di mimosa, da un'imponente magnolia? E come ci si può fermare dal correre su una prateria sconfinata, con i muscoli del cavallo che sprigionano tutta la loro libertà? E come si può lasciar morire qualcosa di così prezioso e così impalpabile come l'amore, per qualcosa di materiale? Non può essere sbagliato nulla che trasudi tanta bellezza, e poesia..
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qq
sabato, 31 marzo 2007 ore 12:51
Spinta dal sorriso che il commento di nerolapis mi ha fatto fiorire - così puntuale, come sempre sono solite fare le sue parole, così piene di poesia da stordirmi ogni volta - ho deciso di scrivere qualche riga, così perchè è tornato il sole e io ancora non capisco cosa vuole da me questa primavera. Sto dando quintalate di esami, mi sono improvvisata imprenditrice e porto avanti quello che è in teoria il mio lavoro "vero". Tutto questo tra notti passate sui libri o a disegnare/creare/dipingere e dimenticandomi di tutto quello che c'è fuori da casa mia. Si perchè non esco praticamente mai, mi ritiro a meditare e a praticare tutte le mie discipline orientali che tanto mi hanno fatto bene. Non so mai che giorno sia, e neppure l'ora..e la cosa peggiore è che non mi interessa saperlo!
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venerdì, 30 marzo 2007 ore 23:05
Diluvia, porca miseria, diluvia con la potenza con cui farei diluviare io se la cosa dipendesse da me. Sono un po' stanca e anche un po' sprovvista di voglia di tacere. Ho bisogno di fare qualcosa che i miei genitori non approvino, ho bisogno di cavalcare sotto tutta quet'acqua per togliere tutte le sovrastrutture che mi impediscono di vedere ciò che realmente sono. Sono qui per le tue poesie cavaliere.
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venerdì, 23 marzo 2007 ore 19:15
La primavera enfatizza le sensazioni, smuove cose vecchie e nuove, peggiora quel che non andava e migliora quel che già andava bene. Le persone ne soffrono perchè il cambiamento rende inquieti, irritabili - accettare cambiamenti sulla propria persona è pur sempre un mettersi in discussione, per cui non sempre è facile. Personalmente la primavera mi sta uccidendo, seppur mi sembra in positivo. Sta risvegliando in me istinti che nemmeno sapevo di avere, come se la Grande Madre stesse mandando chiari segnali al mio corpo per un ritorno a ciò che era, un richiamo ancestrale, lontanissimo e pur sempre così vicino. Continuano ad avvicinarsi a me le persone che sono sicura di avere già conosciuto in altre vite ed in altri tempi, tutte allo stesso modo guidate dalla passione per quel mondo a cui appartenevamo e che ora può rivivere soltanto in forma di passione, esattamente ciò che ci accomuna e fa sì che in qualche modo ci teniamo in contatto. Tutto questo mi da un profondo senso di appartenenza, sento di essere parte di qualcosa di enorme. E continuo a lavorare per tenere aperte le mie porte, un po' esaltata dall'idea che le sensazioni a cui vado incontro siano semre così forti.
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mercoledì, 21 marzo 2007 ore 15:18
Qualunque donna abbia ricevuto almeno una poesia deve ritenersi fortunata. Il solo saper provocare in un uomo parole tanto belle è il godimento più grande della vita. Poi, ovviamente, ci sono tutti gli altri!
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mercoledì, 21 marzo 2007 ore 01:03
Ci sono persone che al primo parlarci sembra di averle sempre conosciute. Smuovono in noi sentimenti indistinguibili, inidentificabili ma fortissimi, dal profumo antico di un tempo di guerre, banchetti ed amori folli. Non possiamo guardar loro come guarderemmo alle persone che ci circondano ogni giorno, perchè appartengono adun tempo che non è questo, il filo che ci lega..come spiegarsi? Un brivido dell'anima, confusione cieca ed euforia..Un fuoco acceso, il profumo acre del fumo che ci abbraccia in una nuvola tiepida ed offusca i pensieri, il vino che riempie i boccali di acciaio dei cavalieri, che a loro volta li passano alle dame, tutt'altro che schizzinose si strappano i nastri dai capelli ed i lacci dai corsetti, e lasciano che le mani rozze dei combattenti cerchino sotto le loro sottane un'altra vittoria. Un baccale, un vero inno a squarciagola per la grande Dea Madre, una supplica perchè ella possa riprendere possesso di questa terra che tanto ha bisogno di essere guarita e questo non può avvenire in altro modo se non con l'energia che questi esseri in preda alla follia possono donarle. Piatti che cadono, parole sussurrate nelle orecchie delle dame e la delicatezza dei cavalieri che si scopre prepotente quanto il loro tirar di spade. L'acqua che scroscia selvaggia quanto la passione, i capelli del combattente sulle spalle, i suoi occhi che feriscono fino al cuore di chi li guarda. La primavera, signori. E' arrivata la primavera.
martedì, 20 marzo 2007 ore 01:22
C'è sempre troppo buonismo e troppo poca bontà. Ci sono guerre sotto casa nostra, bambini nelle classi che hanno tremende situazioni a casa ma sono troppo vicini a noi per poter essere aiutati. Le persone aiutano quelli più lontani, fanno viaggi interminabili per raggiungere i paesi di guerre sconosciute senza neppure accorgersi delle guerre ben più silenziose che si consumano sotto i loro occhi, non sono abbastanza buoni per vederle. Corro piuttosto il rischio di sembrare cattiva, pur di sfuggire all'etichetta di buonista.
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venerdì, 16 marzo 2007 ore 18:17
Si però così non vale: non vale che proprio nei momenti di maggiore nervoso "biologico" e giustificato TUTTI si mettano a rompere i coglioni. Ma non mi arrendo, piuttosto mi abbandono tra le braccia di San Giovese.
venerdì, 16 marzo 2007 ore 16:13
MAI farsi rovinare l'umore da qualcuno con la luna storta. Un sorriso..E via!
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mercoledì, 14 marzo 2007 ore 22:51
In effetti tra le cose importanti di questi giorni c'è stata anche l'uscita con la mia amica: ci siamo divertite come uomini, a mangiare e bere tantissime cose e dire fiumi di cazzate. Molto, molto divertente.
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