giovedì, 25 ottobre 2007 ore 21:58
Ho capito che la ricerca delle cose che ci rendono felici può continuare anche per più di una vita se non si capisce in tempo che la felicità deve essere innanzitutto dentro di noi per poterla vedere riflessa all'esterno. E lo stesso vale per la bellezza: solo a chi ne possiede interiormente è possibile scorgerne fuori.
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venerdì, 19 ottobre 2007 ore 21:15
Dicevo: le sensazioni descritte nel post precedente mi portano ad una specie di conflitto interiore che mi porta a volere il bianco ed il nero e forse anche il grigio, il voler essere la professoressa e l'alunna, il voler provare ogni cosa prima di poterne dare giudizio. E il malessere che ne deriva è - indiscutibilmente - tragico.
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mercoledì, 17 ottobre 2007 ore 22:12
Inquietudine che mi brucia l'anima, rovente curiosità che mi spinge a cercare sempre qualcosa di nuovo da imparare, vedere, provare. Tremenda sete di sapere cose, di apprezzare poesie e vedere tramonti, senza riuscire a legare il mio essere a qualcosa di diverso da se stesso. Arsura che mi porta a considerare cose che ancora non sono mie, fiume scrosciante di idee che non ho il tempo sufficiente di plasmare, affinchè abbiano una loro propria forma. Fretta - che la materia di secchi prima di poter essere modellata, - paura - di perdere il pensiero che tento di fissare. Bisogno assoluto di leggere ogni libro, di poter leggere le menti, di ascoltare e parlare nello stesso tempo, di concedere il mio corpo all'invisibile inascoltato. Logorante curiosità di comprendere i misteri del mondo, di sbirciare nella stanza dei bottoni per poter avere un senso, per poter comunicare agli altri - anche a chi non lo pensa - che la vita ha un suo motivo, anche se ognuna forse ne ha uno diverso. Trangugio avidamente le albe, i tramonti ed il vino, mi lascio accarezzare dal profumo di muschio bagnato e mi abbandono all'aria pungente che penetra fino alle ossa.
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lunedì, 15 ottobre 2007 ore 11:30
Comicio a provare come un forte senso di odio per la maggior parte dell'umanità. Quella maggior parte che non ascolta, che pretende, che sbatte in faccia agli altri i suoi problemi solo per placare la propria sete di compassione, che urla e che non sa che cosa sia il silenzio. Quella mediocre, quella non flessibile, quella per la quale la Poesia è soltanto un pugno di rime da imparare a memoria a scuola e poi dimenticare con un grosso bollino di noia. Quella che corre e si fa vittima dello stress e carnefice dei suoi simili. "Fate come se fossi trasparente" vorrei dire a quasi ogni persona. "Grazie" invece, vorrei dire a quella minuscola minoranza di cui così pochi fanno parte, ma che di certo contribuisce a migliorare un pochino il mondo. Grazie anche a Ko, ovviamente.
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venerdì, 12 ottobre 2007 ore 09:52
Mi sono accorta di avere inserito il pilota automatico per la vita, così mentre lui guida io mi riposo. Meraviglie della psicologia umana.
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domenica, 07 ottobre 2007 ore 00:22
...and the dreams in which I'm dying are the best I've ever had..
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sabato, 06 ottobre 2007 ore 23:03
Ops sto sprofondando in una bottiglia di Jack Daniels. Non pensavo fosse così profonda!
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sabato, 06 ottobre 2007 ore 13:18
Ho una specie di torpore che mi avvolge..credo mi ci abbandonerò. Dove tutto può essere, e il non essere ha la stessa dignità del suo compagno affermativo.
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sabato, 06 ottobre 2007 ore 01:14
Scaldo la notte con l'odore acre dell'inchiostro, mescolato a qualche goccia di olio essenziale così da alleggerire i pensieri di cui si fa tramite. Ko, che i tuoi sogni siano protetti da una nebbia dorata, se il sonno me lo concederà io metterò fiori di ogni tipo.
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mercoledì, 03 ottobre 2007 ore 23:18
Quale momento più carico di poesia della notte. Una candela, un gatto, un libro. Temo che la stanchezza mi porterà presto all'abbandono, ma ci provo ugualmente. Col timore che il piacere si esaurisca è sempre tutto più bello, si assapora in modo più scrupoloso, con attenzione, meticolosamente. Ma non potrei mai permettere al momento di esaurirsi - o alla candela di spegnersi - prima di avermi dato il tempo di lasciare un sorriso qui per Ko, e un grazie. Non ho intenzione di spiegare motivi e futilità: il bello è proprio che non servono, ne sono certa. E non è forse il più bello degli auguri, quello per una buona notte? La notte è il momento delle verità, dell'intimo contatto con il nostro essere. E' il momento del vino o del sonno, dell'inconscio che finalmente si libera e ci propone i suoi film di sogno, tremendi concentrati di realtà e paure, di assurdità così reali da fare paura. E' il momento più pericoloso, perchè non sempre e non tutti sono pronti e ben disposti a trovarsi faccia a faccia con i propri reali deliri. Io sono pronta, e mi piace più del giorno (in cui vesto costumi adatti all'occasione e maschere appropriate, e lascio che parlino loro al mio posto, e che vivano per me), la aspetto con ansia e con un po' di tristezza per non potermela godere tutta.
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