giovedì, 31 gennaio 2008 ore 12:50
"Una persona noiosa è quella che, quando le chiedi come sta, te lo dice"
In questo preciso istante ho temuto che le persone con cui abbiamo a che fare, se non disposte nell'animo nel migliore dei modi - o semplicemente in atteggiamento di passivo rispetto - possano avvelenare le nostre giornate di cattivi sentimenti. Perchè c'è sempre chi è pronto a guardare il lato negativo delle cose, pronto a sottolinerare puntigliosamente cosa non va, a stilare sterili elenchi di cose che potrebbero essere migliori. Il che andrebbe anche bene, se non fosse che tutti questi elenchi non portano mai ad un impegno nel migliorare le cose. Ho ripetuto un sacco di volte che sorridere è più faticoso che lagnarsi delle proprie miserie, perchè - quelle - ce le hanno tutti (nonostante quelle degli altri sembrino sempre più piccole.
mercoledì, 30 gennaio 2008 ore 22:44
Volevo riuscire a scrivere qualche riga, così per celebrare la notte, l'odore della cera che brucia e l'intima atmosfera che queste due cose disegnano per i miei pensieri. Ma non riesco ad attendere oltre, e ho paura che la stanchezza mi trascini, insieme al rado scoppiettare dello stoppino, in un vortice di ricordi da cui non avrei la forza di uscire.
Così. Così mi limito a poche parole sparse, senza curarmi del significato: ne avranno uno per chi saprà coglierlo, e forse un'altro per chi semplicemente legge, ma - di certo - nessun senso sarà sbagliato, e soltanto una persona potrà cogliere quello giusto. Così. Così la notte comincia e io finisco, sperando che un gatto ed un cumulo di coperte possano mettermi al riparo dal resto per un po'. Sperando che sappiano isolare, come io ho insegnato loro, le cose SI da quelle NO, e che mi possano far scivolare nel non-essere interminabile dei circoli di fate irlandesi. Li non si ha coscienza dello scorrere del tempo e non si invecchia: ma se per caso si porta fuori dal cerchio qualche oggetto fatato beh, allora sono guai.
giovedì, 24 gennaio 2008 ore 08:09
Ho aperto il mio blog con la ferma determinazione di scrivere, stamattina, sorseggiando caffè appena sveglia, col programma di una mattina di studio, un pomeriggio di lavoro ed una sera sperando nella mia amica con cui divido vino rosso, birra o quel che capita. E discorsi.
Stamattina l'ho fatto con insulsa cerimoniosità, il mio gatto accoccolato sulle ginocchia, la tazza bollente, e persino gli occhiali, godendomi come un gatto anch'io i pochi attimi di torpore mattutino prima di trascinarmi in un'altra giornata piena di cose che - dicono - prima o poi mi torneranno utili.
Io non speravo nemmeno che di qui ci ripassassi più, Ko. Non avevo il diritto di sperarlo, mentre tu avevi quello di non ripassare più.
Ma mi fa così felice vedere un segno del tuo pennino (SO che anche se le parole appaiono qui tamburellando tasti, in realtà le tue sono la ferma intenzione di un segno d'inchiostro. Per me sono questo.) .
In realtà anch'io ho cambiato un po' i capelli,non troppo però.
Niente, niente, niente è per caso.
Grazie.
giovedì, 24 gennaio 2008 ore 02:26
Ci perdiamo spesso a parlare al plurale. Sono schiavo del plurale - quasi come della terza persona e nelle terze persone mi rispecchio. In fondo siamo tutti uguali. Tutti domani ci troveremo svegli.
Mentre invece
infondoinfòndo
qualchedùno
sceglie me
Quindi esiste chissachì che domani starà a letto. Qualcuno tanto sveglio da leggere la provocazione e tanto solo da coglierla.
Capita così di rado che riesca a toccare un computer senza vomitare. E se non vomito - scrivo; niente di sensato. Non avrei mai pensato di finire qui questa sera.
"Risalta gli occhi" - dicono - "stai molto meglio". L'autunno è passato da tempo ma or ora mi son cadute certe foglie. Da mezza vita non mi ricordo capelli così corti. Da un quarto, che ogni tanto vuol dir sempre, così pulito in viso. È un poco come perdere le vibrisse; non diventi labirintico ma poco ci manca.
Alla fine arrivo a lasciare sempre frasi sconnesse che so arriverai ad interpretare con le dovute parentesi. Lascio altre poche parole e poi mi perderò altri respiri.
Non so - veramente non so - veramente - come sia possibile. Accarezzo gli stessi tasti da anni. Veramente - da anni - son gli stessi. E quanto son diversi ora; in tutti quegli "ora" in cui so che queste poche frasi si perderanno qui.
E che paura a scriverti ancora; io non troverei un motivo per rileggermi. Qui non esisto; posso solo lanciare bastoni ricurvi sperando che si posino a pochi metri da te.
Ora chiudo gli occhi
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sabato, 19 gennaio 2008 ore 16:59
Impressioni di settembre
Premiata Forneria Marconi (PFM)
Mogol - Pagani - Mussida
(1971)
Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odore della terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare l'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.
venerdì, 18 gennaio 2008 ore 14:35
Oggi un sacco di cose parlavano di ko.
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venerdì, 18 gennaio 2008 ore 14:34
Sarò anche stanca ma resto pur sempre una guerriera.
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sabato, 12 gennaio 2008 ore 18:57
Io c'ero. Dio se c'ero, IO, C'ERO. Chi mai lo crederà che io davvero ho indossato quegli abiti che accarezzavano il pavimento, che davvero ho udito quelle musiche e forse anche le eseguivo, che mi è tutto così familiare, chi lo crederà oltre a me?
A volte è insopportabile vivere un tempo non mio. Sento di aver lasciato troppo "di la" e spero così tanto di ritrovarlo.
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venerdì, 11 gennaio 2008 ore 23:38
Sono un po' stanca.
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giovedì, 10 gennaio 2008 ore 20:59
Ho tutto quello che farebbe felice qualsiasi persona. Ho vissuto momenti di un'intensità tale da farmi girare la testa ed i sensi, Ho i soldi per condurre una vita più che dignitosa ed una famiglia che mi ama. Mi sono state regalate parole di Pura Poesia
( Se la
speranza
sarchia la scia più cupa
solo in
te
io
posso scoprire la gioia del
sogno ),
Ho ricevuto e continuo a ricevere regali stupendi e pensieri.
Sono diventata una persona carismatica - cosa che ignoravo - per il semplice fatto che non mi interessa cosa va di moda essere o fare, e ho scoperto che alcune persone che stimo sono influenzate da me. Ho scoperto tante facoltà nascoste nel nostro essere e perdute millenni fa, e lotto per recuperarle. Ho veramente tante cose.
E mi sento COSÌ in colpa a non essere felice con tutta me stessa, a volte.