Ci sono persone che al primo parlarci sembra di averle sempre conosciute. Smuovono in noi sentimenti indistinguibili, inidentificabili ma fortissimi, dal profumo antico di un tempo di guerre, banchetti ed amori folli. Non possiamo guardar loro come guarderemmo alle persone che ci circondano ogni giorno, perchè appartengono adun tempo che non è questo, il filo che ci lega..come spiegarsi? Un brivido dell'anima, confusione cieca ed euforia..Un fuoco acceso, il profumo acre del fumo che ci abbraccia in una nuvola tiepida ed offusca i pensieri, il vino che riempie i boccali di acciaio dei cavalieri, che a loro volta li passano alle dame, tutt'altro che schizzinose si strappano i nastri dai capelli ed i lacci dai corsetti, e lasciano che le mani rozze dei combattenti cerchino sotto le loro sottane un'altra vittoria. Un baccale, un vero inno a squarciagola per la grande Dea Madre, una supplica perchè ella possa riprendere possesso di questa terra che tanto ha bisogno di essere guarita e questo non può avvenire in altro modo se non con l'energia che questi esseri in preda alla follia possono donarle. Piatti che cadono, parole sussurrate nelle orecchie delle dame e la delicatezza dei cavalieri che si scopre prepotente quanto il loro tirar di spade. L'acqua che scroscia selvaggia quanto la passione, i capelli del combattente sulle spalle, i suoi occhi che feriscono fino al cuore di chi li guarda. La primavera, signori. E' arrivata la primavera.













