Ci sono persone che al primo parlarci sembra di averle sempre conosciute. Smuovono in noi sentimenti indistinguibili, inidentificabili ma fortissimi, dal profumo antico di un tempo di guerre, banchetti ed amori folli. Non possiamo guardar loro come guarderemmo alle persone che ci circondano ogni giorno, perchè appartengono adun tempo che non è questo, il filo che ci lega..come spiegarsi? Un brivido dell'anima, confusione cieca ed euforia..Un fuoco acceso, il profumo acre del fumo che ci abbraccia in una nuvola tiepida ed offusca i pensieri, il vino che riempie i boccali di acciaio dei cavalieri, che a loro volta li passano alle dame, tutt'altro che schizzinose si strappano i nastri dai capelli ed i lacci dai corsetti, e lasciano che le mani rozze dei combattenti cerchino sotto le loro sottane un'altra vittoria. Un baccale, un vero inno a squarciagola per la grande Dea Madre, una supplica perchè ella possa riprendere possesso di questa terra che tanto ha bisogno di essere guarita e questo non può avvenire in altro modo se non con l'energia che questi esseri in preda alla follia possono donarle. Piatti che cadono, parole sussurrate nelle orecchie delle dame e la delicatezza dei cavalieri che si scopre prepotente quanto il loro tirar di spade. L'acqua che scroscia selvaggia quanto la passione, i capelli del combattente sulle spalle, i suoi occhi che feriscono fino al cuore di chi li guarda. La primavera, signori. E' arrivata la primavera.
Vorrei poter dare la colpa alla troppa sensibilità, ma il solo pensiero mi rivolta. Sono entrata nel disperato vizio di prendermi le responsabilità della quasi totalità di cose che riguardano la mia persona, e come una droga queso mi fa sentire in pace col mondo -prima- e mi da un senso di sconforto, per il peso che non so dove appoggiare -poi-. Chiaramente, in quanto dipendenza, ha in sè anche una certa inevitabilità. Le prese di coscienza hanno un costo, e seppure di natura diversa da quella fornita dall'Enel la luce della coscienza va pagata a caro prezzo, dopo tutto si sa che la luce costa, e si sa anche che se son qua a lagnarmi è perchè mi è arrivata la bolletta.
Avevo oramai appurato che il caso non esisteva, ma tutto aveva uno scopo ben preciso: siam sicuri che non ci siano delle eccezioni? (il passato torna -sempre- per un motivo preciso o la nostra mente annoiata nonostante gli innumerevoli compiti che le richiediamo ogni giorno a volte ci gioca?)
Può una tisana calda scaldare anche il cuore di chi la beve?
Sto gelando. Può un pensiero scaldare la mia anima?
(ho GIA' provato a pensare ad un caminetto acceso, ma fa più effetto quando il camino lo accendo per davvero)
XVII
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, nè quando nè da dove,
t'amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
P.Neruda
VIII
Se non fosse perchè i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno, con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l'agilità dell'aria,
se non fosse perchè sei una settimana d'ambra,
se non fosse perchè sei il momento giallo
in cui l'autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora paseggiando la sua farina pel cielo,
oh, adorata, io non t'amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò ch'esiste,
l'arena, il tempo, l'albero della pioggia,
e tutto vive perchè io viva:
senz'andar sì lungi posso veder tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.
P.Neruda
XVI
Amo il pezzo di terra che tu sei,
perchè delle praterie planetarie
altra stella non ho. Tu ripeti
la moltiplicazione dell'universo.
I tuoi grandi occhi son la luce che posseggo
delle costellazioni sconfitte,
la tua pelle palpita come le strade
che percorre la meteora nella pioggia.
Di tanta luna furon per me i tuoi fianchi,
di tutto il sole la tua bocca profonda e la sua delizia,
di tanta luce ardente come miele nell'ombra
il tuo cuore arso da lunghi raggi rossi,
e così percorro il fuoco della tua forma baciandoti,
piccola e planetaria, colomba e geografia.
P.Neruda
Sete di te m'incalza
Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.
P.Neruda
QUESTO è il genere di cose che vorrei sentirmi dire da un UOMO.
Le mie mani hanno scavato
con violenza nel passato
e le schegge del ricordo
con dolore più che sordo
son piantate a malumore
sotto le unghie e nel cuore.
Ma la scheggia è solo terra,
ha visto fame, sangue, guerra,
la dolcezza della vita
e ora è qui, sulle mie dita.
Mi ritrovo ad annusarla,
ricorda odori, quasi parla,
Sciolgo il dolore in una rima
e guardo al passato, piena di stima.
Se dopo questa non passo per pazza, allora è il mondo ad esserlo.