giovedì, 24 gennaio 2008 ore 08:09
Ho aperto il mio blog con la ferma determinazione di scrivere, stamattina, sorseggiando caffè appena sveglia, col programma di una mattina di studio, un pomeriggio di lavoro ed una sera sperando nella mia amica con cui divido vino rosso, birra o quel che capita. E discorsi.
Stamattina l'ho fatto con insulsa cerimoniosità, il mio gatto accoccolato  sulle ginocchia, la tazza bollente, e persino gli occhiali, godendomi come un gatto anch'io i pochi attimi di torpore mattutino prima di trascinarmi in un'altra giornata piena di cose che - dicono - prima o poi mi torneranno utili.
Io non speravo nemmeno che di qui ci ripassassi più, Ko. Non avevo il diritto di sperarlo, mentre tu avevi quello di non ripassare più.
Ma mi fa così felice vedere un segno del tuo pennino (SO che anche se le parole appaiono qui tamburellando tasti, in realtà le tue sono la ferma intenzione di un segno d'inchiostro. Per me sono questo.) .
In realtà anch'io ho cambiato un po' i capelli,non troppo però.
Niente, niente, niente è per caso.
Grazie.
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venerdì, 17 agosto 2007 ore 19:06
Ho deciso di costruire un gazebo nel mio giardino: quattro pali non troppo alti ma abbastanza sottili, di un legno scuro, piantati intorno alle sedie e al tavolino. Quattro traverse che li conginungano, in alto, in un piccolo rettangolo quasi quadrato. Teli di garza leggera a riempire i vuoti, tenuti fermi sul solo lato alto per poter ondeggiare al vento. In alto, il cielo. Per poter guardare le stelle. E una chaise longue per poter leggere in comodità. Nerolapis, quando ti sveglierai troverai una nuvola di garza di cotone a proteggere i sogni di chi nel sonno disegna.
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