Si un altro post. Perchè me ne ha appena cancellato uno analogo, e perchè era tanto che non stavo così. Dio ti prego, TI PREGO di darmi la forza di uscire da questa mediocrità banale che mi circonda, perchè ci sto soffocando. Non ce la faccio più a limitarmi evitando cose che "non hanno senso" o che "non vanno bene", non ce la faccio più a non essere me. Giuro che ci provo, ogni volta con intenzioni migliori, LE MIGLIORI che io possa cavare da me stessa. E ogni volta soffoco in maniera peggiore. Dio ti prego di ridarmi un po' di Poesia, perchè è di quella che vivo, che respiro, che la mia anima si nutre. Metto ogni giorno una maschera nuova giocando ad interpretare personaggi diversi, ma ogni volta mi ritrovo lontana dalle cose e spesso dalle persone che mi circondano, mi scivolano addosso, non riesco ad essere veramente partecipe. Dammi la forza di evitare questa voglia di bilanci e di guardare indietro cos'è rimasto degli anni vissuti, perchè fa male quando le persone importanti sono COSI' poche. E gli anni che scivolano tra le dita con un senso di impotenza sono così veloci che non mi lasciano nemmeno lo spazio di scegliere il vino da bere mentre li guardo. E una bottiglia di vino - o due - sarebbe veramente l'ideale per passare una notte a parlare - sottovoce - con la persona piena di matite che si addormenta nel mio giardino..Dio dammi la forza di piangere e buttar fuori tutto questo che dentro di posto non ce n'è più.
Non ho certo l'abitudine di sottrarmi all'analisi interiore, di nascondermi ai motivi che generano pensieri insidiosi e complicati. Non ho paura di guardare in faccia le paure, le oscurità e lati più oscuri della mia mente. Un brivido mi percorre la schiena, prima del tuffo..ma è necessario: devo CAPIRE. Un po' perchè odio chi non si chiede mai il perchè delle cose e da' tutto per scontato, e un po' perchè me lo devo, e se non indago subito al momento poi i pensieri contorti si accumulano e non li si scioglie più. Si rischia la propria sanità mentale ammesso che ce ne sia una, o salvezza dell'anima, se preferite. Fatto sta che ogni volta che mi
sento come ora, che mi rendo conto di girare e non guardare NULLA di ciò che mi circonda, che mi sento scivolare
la vita addosso senza troppa emozione se non una gran voglia di essere lasciata in pace e ritirarmi nella mia tana
beh...ogni volta che mi sento così la mia mente mi manda deisegnali per dirmi che forse è il caso di mettere a
posto qualche tassello della mia vita che non trova un'esatta - per il momento - collocazione.
In questo processo impegnativo e spaventoso, ci metto alcuni cd, lettere, foto - se ci sono -. Un sunto tangibile di ciò che è stata la nostra (mia, in queso caso) vita, che ci riporta a situazioni che la mente può confondere o rimuovere, ma la carta no. Io non tengo foto di cose che non mi vanno. Bruciavo tutto perchè semplicemente non avrei voluto vivere certe cose. Perchè tanto chi deve rimanere impresso nella mia mente c'è già, e chi non ci deve essere è già sparito. Preferisco tenere le lettere: un po' perchè ne ho ricevute poche, un po' perchè quelle poche erano di persone che davvero sono rimaste nella mia mente e anche un po' perchè nelle lettere c'è una poesia che non c'è in altre cose..e mi rendo conto che più il tempo passa, meno poesia c'è nella mia vita. C'è elevazione spirituale e tutto il benessere che ne consegue, c'è la mia stabilità interiore
(che anni fa non mi sarei neppure sognata), c'è l'essere molto più forte ed indipendente, il sentirmi adeguata e piena di buoni propositi in cui CREDO, il saper contare sempre e solo su me stessa, senza problemi e con tanta soddisfazione. Ma manca un sacco di poesia. E mi rituffo in un vecchio cd.
Dunque, prima le cose importanti. Comincio col ringraziare Arsek e Faus74, è un piacere trovare nel mio blog i commenti di due creature del bosco come voi, perchè si sente che conservate la purezza dell'antico legame con la terra e la cosa mi piace. Poi. Io credo che tutti tutti tutti abbiamo le ali, anche se alcuni le hanno più stropicciate di altri, o accartocciate, o stracciate, o semplicemente indolenzite..insomma, fateci un po' caso a come son messe le vostre. Dopo tutto, il guardare dentro se stessi credo non sia altro che un modo per restaurare, curare, riscoprire le nostre ali. Poi ci sono anche quelli che magari le ali ce le hanno buone, ma non le usano o le nascondono per paura di volare troppo in alto, tra cose che si credono sconosciute ma che invece non sono altro che la nostra secolare memoria.
L'importanza di uno spazio per sè/la corettezza non è sempre la cosa migliore
Recentemente ho scoperto l'importanza di avere un angolino tutto per me, sia questo su internet, su un blog o a casa mia. Il bisogno di una tana - poco importa se virtuale o reale, tanto è solo il nome di un luogo fisico per legittimarne un'altro DENTRO - in cui rifugiarmi ogni volta che ne ho voglia, ne sento il bisogno o l'esterno mi ha scocciata. Questo blog è un po' questo luogo, di questo luogo fa parte anche la mia scatola dei ricordi e la mia collezione di libri, ognuno dei quali raccoglie un'infinità di cose. Soggiornare nei miei luoghi è anche leggermente eccitante: mi sento esaltata dall'idea che probabilmente qualcuno si arrabbierebbe di sapermi qui, oppure di sapere che leggo vecchie lettere. Non una gran trasgressione, ma il gustare i ricordi ed i momenti quasi fossero un bicchiere di ottimo vino sorseggiato davanti al camino acceso, senza preoccuparsi delle calorie che ha ma - anzi - esagerando un po' con la quantità. Il limite tra lo spazio per sè e la correttezza è largo ma sfumato: non si sa mai quando si passa da un giusto amore per se stessi alla mancanza di rispetto per gli altri. Io ho uno strano rapporto con la correttezza, che sta peggiornando negli anni: nonostante concordi pienamente con il fatto che ciò che fa bene al nostro spiito non sempre sia corretto, non riesco a gustarmi quella lieve scorrettezza nemmeno sapendo che, restando segreta, non farà male a nessuno. Non so tradire. Cioè, magari capita che io ne senta la voglia, capita - in un solo caso estremo, a dire la verità - che magari il tradimento sia "necessario" per la mia chiarificazione morale/mentale/REALE, perchè davvero c'è in ballo una questione di amore seria..ma non riesco a riappropriarmi di quel brivido di adrenalina legato così sensualmente alla bugia che anni fa sapevo gustarmi quanto un intero barattolo di nutella. Bugie che non avevano a che fare col tradimento, ma l'importante in questo discorso è la bugia, non tanto QUALE bugia. Ho assolutamente bisogno di ricominciare a viver in maniera più esaltante, altrimenti rischio di spegnermi. Buona notte a tutti quelli che passeggeranno per le pagine di questo blog, ed una notte ancora migliore, più luminosa e profumata a tutti quelli che di qui ci passano sempre.
XVII
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, nè quando nè da dove,
t'amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
P.Neruda
VIII
Se non fosse perchè i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno, con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l'agilità dell'aria,
se non fosse perchè sei una settimana d'ambra,
se non fosse perchè sei il momento giallo
in cui l'autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora paseggiando la sua farina pel cielo,
oh, adorata, io non t'amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò ch'esiste,
l'arena, il tempo, l'albero della pioggia,
e tutto vive perchè io viva:
senz'andar sì lungi posso veder tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.
P.Neruda
XVI
Amo il pezzo di terra che tu sei,
perchè delle praterie planetarie
altra stella non ho. Tu ripeti
la moltiplicazione dell'universo.
I tuoi grandi occhi son la luce che posseggo
delle costellazioni sconfitte,
la tua pelle palpita come le strade
che percorre la meteora nella pioggia.
Di tanta luna furon per me i tuoi fianchi,
di tutto il sole la tua bocca profonda e la sua delizia,
di tanta luce ardente come miele nell'ombra
il tuo cuore arso da lunghi raggi rossi,
e così percorro il fuoco della tua forma baciandoti,
piccola e planetaria, colomba e geografia.
P.Neruda
Sete di te m'incalza
Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.
P.Neruda
QUESTO è il genere di cose che vorrei sentirmi dire da un UOMO.