venerdì, 07 settembre 2007 ore 12:10
Mi manca il respiro. Metto da parte il pranzo appena cucinato per quando mi si aprirà lo stomaco e scrivo, perchè non saprei che altro fare in questo momento, anzi, le dita mi tremano sui tasti e non sono neppure certa di riuscire a fare questo. Siete tutti testimoni inconsapevoliu di una storia più grande di me, e forse anche di voi. Piango, finalmente piango tantissimo e mi faccio schiacciare -inerme- dal peso che porto sulle spalle. Questo blog è partito come una cazzata e invece sta diventando una cosa fin troppo seria, un concentrato di cose pazzesche che non so esattamente dove collocare nella mia vita, e che metto qui per poterle guardare un po' più da lontano e poterle valutare e -perchè no- per poterle guardare attraverso gli occhi degli altri che forse a volte sono più obiettivi dei miei. Ko. Non so in che termini parlarne, non so se devo spiegazioni a qualcuno a parte lui, non so se chiamarlo non so che cazzo fare. OK. O nerolapis. Fatto sta che preferisco la versione Ko perchè mi pare più autentica. Ho paura degli anni che passano, ho paura di risentire la sua voce, di quello che mi dirà, di sentirlo diverso da come sento il perfetto ricordo della sua voce. Ho paura che non abbia piacere di risentirmi. Credo sia il caso di buttare quel bicchiere dal tavolo, sono cresciuta e non posso evitare il confronto con le cose che si affacciano alla mia anima, perchè se si affacciano un motivo c'è, e io voglio vederlo qui, disegnato bene. Bello o brutto che sia. SIA. I fiori li custodisco gelosamente, nella mia anima e nel mio giardino. O scrivania. Il fatto è che se non muoiono nell'anima non possono certo morire al di fuori. E gli sms sono sempre un problema: quello che vorrei dirti, ko, è tanto, e in così poco spazio non ci sta. Anche se un pugno di caratteri è fin troppo per dare forma ad un pensiero, o semplicemente è sbagliato. Ma sono comodi, perchè sono quella via di mezzo che ti permette di far arrivare un pensiero in modo non tanto compromettente da sentire la voce del destinatario, e questo togliendo un'enorme fetta di emozione libera il mittente da un discreto peso. Comincio a sentirmi inadeguata a tutto ciò che mi circonda. E comincio a perdere il buon giudizio che avevo di me (ma dicono che giudicare le persone, a partire dalla propria non sia mai giusto..si possono solo evitare, ma io non posso evitare me stessa) quindi mi rifugio nella musica, e come un automa continuerò la giornata fingendo di guardare ed interessarmi. E butterò anche giù quel bicchiere.
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