mercoledì, 30 gennaio 2008 ore 22:44
Volevo riuscire a scrivere qualche riga, così per celebrare la notte, l'odore della cera che brucia e l'intima atmosfera che queste due cose disegnano per i miei pensieri. Ma non riesco ad attendere oltre, e ho paura che la stanchezza mi trascini, insieme al rado scoppiettare dello stoppino, in un vortice di ricordi da cui non avrei la forza di uscire.
Così. Così mi limito a poche parole sparse, senza curarmi del significato: ne avranno uno per chi saprà coglierlo, e forse un'altro per chi semplicemente legge, ma - di certo - nessun senso sarà sbagliato, e soltanto una persona potrà cogliere quello giusto. Così. Così la notte comincia e io finisco, sperando che un gatto ed un cumulo di coperte possano mettermi al riparo dal resto per un po'. Sperando che sappiano isolare, come io ho insegnato loro, le cose SI da quelle NO, e che mi possano far scivolare nel non-essere interminabile dei circoli di fate irlandesi. Li non si ha coscienza dello scorrere del tempo e non si invecchia: ma se per caso si porta fuori dal cerchio qualche oggetto fatato beh, allora sono guai.
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lunedì, 30 ottobre 2006 ore 22:21

Sono arrabbiata e scocciata, quasi una macchina da guerra se non fosse per questa enorme stanchezza che mi costringe un pochino alla pace. Le cose di questi giorni sono troppe e io sto cominciando ad avere sempre meno tempo per sistemarle, per cui si ammassano in ordine casuale e diventano come uno di quei puzzles di mordillo, con tutti i personaggini minuscoli e incasinati. O se fa più figa la citazione colta, come uno di quei puzzles con i dipinti di Escher in bianco e nero con quelle specie di uccelli tutti quasi uguali, diversi quel tanto che basta per rendere i pezzi maledettamente SIMILI.. ecco, la mia vita di questi giorni è una scatola piena di pezzettini confusi  che urlano, supplicano un ordine per riprendersi la posizione che gli spetta all'interno del tutto, nella quale possono - finalmente - avere un senso e servire a qualcosa. Io ci provo quotidianamente a tenere le cose in un certo equilibrio, e quotidianamente lotto per l'armonia delle cose e delle persone che mi circondano perchè ho capito che la tranquillità è quanto di più riposante ci possa essere nella vita. Peccato che anche chi sventola con fare trionfante la bandiera della serenità il più delle volte paia volere il contrario, o per lo meno pare intendere la tranquillità solo come la condizione in cui tutti fanno quello che tu vuoi, vorresti o ti aspetti da loro. Saonorà forse perchè tranquillità è una parola semplice e rilassante, che chi ne (stra)parla pensa anche che sia semplice raggiungerla. E invece servno denti e coltelli, e un cuore saldo.

Sono contenta per gli altri nella misura in cui la loro felicità non entra in contrasto con la mia.

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mercoledì, 27 settembre 2006 ore 20:02

YAAAAAWWWWWWN.

Non un post ma un enorme, godurioso sbadiglio.

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